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  • Immagine del redattoreAchille Bonito Oliva

LIEVE, LIEVITO IN LIEVITAZIONE

di Achille Bonito Oliva



Se l'artista dimentica a memoria le tecniche adoperate nel processo creativo che porta alla formalizzazione dell'opera, l'arte non dimentica le materie da cui parte. Necessità biologica perpetratasi nel corso di millenni, attività all'incrocio tra allarme concettuale e pulsione emozionale, l'arte ricorda come la Bibbia descrive la nascita dell'uomo dal soffio plasmante l'inerzia della polvere.


Michelangelo Jr. riporta il proprio processo creativo sotto il segno del soffio biblico, concedendo alla materia la qualità ad ogni adattamento plastico e concedendosi a sua volta la capacità di portare a compimento formale le sue trasformazioni.


Ecco allora demiurgicamente scegliere il lievito, materia alchemica per la produzione del pane nutrimento materiale ed indispensabile sostanza alimentare per quasi tutti i popoli.


Il giovane artista milanese modella tale materiale in forme organizzate attraverso un gioco manuale. Forme elementari e volutamente non raffinate, un alfabeto oggettuale che riprende la semplicità artigianale delle culture primitive. Oppure lascia a vista per lo spettatore, per uso interattivo, amorfe polpette di lievito pronte ad essere plasmate.


Ecco indicato il processo che porta alla vita attraverso quello che porta all'arte, la forma. La modularità diventa un invito ad alacri differenze prodotte dalla mano dell'uomo, l'incidenza del tempo sulla materia lievitante, fatto di temperatura diurna e notturna e di metamorfosi stagionali. Dimostra così come l'origine della vita nasce da un organismo unicellulare, Saccahromyces cervisiae, pronto a moltiplicarsi in milioni di esemplari che celebrano le differenze vitali dell'esistente, condensate nell'esemplare processo creativo dell'arte.


Per Michelangelo Jr. la lievitazione creativa consiste nella ricerca del Punto Zero, mai regressivo, piuttosto rappresentazione destrutturante della nascita del cosmo: il fungo come riconoscimento di purezza natale dell'Homo Sapiens. In tal modo le forme elementari, volutamente rese essenziali dalla coscienza plastica dell'artista, diventano epifania visibile di una posizione filosofica contraddicente il valore accumulatorio della civiltà occidentale ed esaltando invece quello biologico, di provenienza orientale, il Punto Zero molecola ereditaria del micro-organismo della vita da cui si sviluppa il programma genetico della moltiplicazione.


L'arte diventa pratica spirituale e scientifica nello stesso tempo, capace di annullare ogni tentazione cosmetica ed esaltare, conservare e proteggere la cellula sofisticata del DNA dell'esistenza animale e vegetale, la materia prima dell'uomo rappresentata dal lievito come microcosmo plasmabile al desiderio responsabile dell'umanità. Ogni forma rappresentata da Michelangelo Jr. non è mai ingessata nella immodificabilità di una forma definitiva, ma conserva l'invito alle trasformazioni di un futuro rappresentato dallo sguardo prensile e dalla manualità attiva di un pubblico calato nel movimento di una temporalità reale.


In tempo reale l'arte scardina la vanità dogmatica e propositiva della normale definizione formale e sviluppi l'attitudine della materia lievitante secondo le metamorfosi della natura e della storia. Se la farina è manipolata e modellata con il collante del lievito da merci anonime ed inconsce, l'arte invece, nel suo processo creativo, coscientemente produce le forme viventi di molteplici sculture che esaltano la vita senza mortificare la forma. Evitando l'approdo ad una forma bloccata e definitoria ed accettando invece l'invito dell'artista ad aprirsi ad una mobile moltiplicazione formale.


Unica o molteplice non è un obbligo bensì il libero arbitrio di una necessità scelta dall'artista: "in energia libera ruotare intorno all'energia legata. Cercarne le somiglianze". Tale ricerca diventa la dichiarazione di poetica di Michelangelo Jr. che intende nella sua libertà creativa confrontarsi con la propria identità di essere vivente portatore di un DNA del passato e plasmatore di forme del futuro.


La riduzione al Punto Zero comporta la lievitazione destrutturante della materia verso il proprio stato originale e dunque accettazione di un propositivo movimento verso la cancellazione figurativa.


"Cancellazione" 199 | cm 163x215 | Grafite e gomma su tela e tessuto

Così Michelangelo Jr. sviluppa l'altra polarità della propria strategia creativa con opere che accolgono contemporaneamente il sospetto disegnato di oggetti riconoscibili e la frontale presentazione di sovrapposte superfici bianche che accolgono o forse nascondono il nulla. Tale doppiezza è supportata dalla leggera superficie di un velo.


In tal modo l'arte si espone e si ritrae, propone contemporaneamente senso e reticenza, affermazione iconografica e iconografia cancellazione.


L'equilibrio nasce dalla coscienza dell'artista che rintraccia nella forma la ricchezza propositiva della propria opera, complessità visiva contro la vetrina schematica dello spettacolo telematico.


Michelangelo Jr., l'arte in generale, non offre l'ottimismo unifunzionale tipico della merce. All'uso privilegia la contemplazione, all'edonismo consumistico il piacere concettuale dell'ambivalenza proposto attraverso il valore della forma.


La forma prevale su tutto. La presentazione di un archivio è composta da una garbata catasta di scatole di cartone sigillate che interdicono la conoscenza specifica dei materiali e nello stesso tempo indicano una protetta preziosità.


Contenitore contro contenuto, le forme dell'arte sono al lavoro per rappresentare il superamento di un regime del senso, il falso labirinto dei significati in cui l'uomo si dibatte costretto dalla retorica dei messaggi prodotti dalla telematica, pubblicità, ideologia e mass-media.


In definitiva Michelangelo Jr. ci invita ad uscire dai percorsi geometrici dell'interpretazione obbligata, afferma il valore della soglia, la sosta problematica e fertile di fronte ad un'arte produttrice di libertà: soglie e soste moltiplicabili all'infinito per la libertà di una umanità moltiplicata all'infinito. Riportata al Punto Zero dalla forza destrutturante delle forme dell'arte, l'umanità finalmente può contemplare il momento potenziale della sua partenza, il fungo intelligente del suo nutrimento o della sua cancellazione atomica.


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